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  • Maurizio

Is a wet harvest a lucky harvest? ITA/ENG



This year’s May and beginning of June have been much rainier than average. We have had a storm almost everyday with consequent delay of work in the vineyards. Some people are asking themselves if a season start with this level of humidity could effect the quality of the harvest.


The best way to answer this question is to taste the wines of a similar vintage available to us, like 2014, which was characterized by heavy rain throughout June and the beginning of July. Barolo 2014 made its debut Sunday the 10th of June at the “Enoteca Regionale di Barolo”. For the occasion, Antonio Galloni, an American wine journalist, was invited as special guest to give his testimony.


123 Barolo samples were provided for the public tasting, this way everyone could get a sense of the quality of this vintage. Obviously there were many doubts at first, because excellent previous vintages like 2009-2010-2011 and good vintages like 2012 and 2013 were strong competitors.

Common knowledge is that the following harvest is doomed: it must be a lesser one.

But according to Antonio Galloni the wines he tasted were dynamic and complex just like certain Barolos of the past, resulting from hot temperatures and early harvests. We haven’t experienced similar vintages in quite a while.


From my personal tasting I have assesed that the wines are very mature and inviting, with fragrances of red fruits, spices and liquorice, although tastewise many of the wines had a strong acidic and tannic profile, making them a little unbalanced.


Don’t worry, it’s these kinds of Barolos that evolve the most and yield the best results after 4-5 years.


This vintage challenges the rush impulses of modern times and is a humbling reminder that one must wait to fully experience great wines. This leaves us with a cautious positive judgment and great excitement to come back and taste these wines over the course of the next few years.

If 2018 will end up being similar, we will happily welcome a cool and a bit humid vintage, which will help us forget the incredible drought we experienced last year.



Vendemmia Bagnata, vendemmia fortunata?


A maggio di quest’anno, e ancora ad inizio giugno, ha piovuto più delle medie stagionali. Quasi tutti i giorni abbiamo avuto un temporale con conseguenti ritardi nei lavori in campagna. Qualcuno si domanda se un inizio di stagione così umido possa compromettere la qualità della vendemmia che andremo a fare a fine estate.


Il modo migliore per rispondere a questa domanda è quello di assaggiare i vini ora disponili di una annata, il 2014, che fu proprio caratterizzata da abbondanti piogge per tutto il mese di giugno e ancora di inizio luglio. Il Barolo 2014 è stato presentato domenica 10 giugno all’Enoteca Regionale di Barolo, alla presenza del giornalista americano Antonio galloni, invitato come testimonial ad esprimere la propria prestigiosa opinione.


C’erano a disposizione 123 campioni di Barolo 2014 e dunque, chi ha voluto, si è fatto un’idea completa della qualità di questo millesimo. Giustamente erano molte le perplessità e molti i dubbi su un’annata che segue alcune indubbiamente eccezionali come 2009-2010-2011 e altre molto buone come 2012-2013. Destino segnato per chi viene dopo: deve trattarsi di un’annata minore. Ma non è così secondo Antonio Galloni che dice di aver ritrovato in quest’annata un certo carattere più dinamico e articolato che apparteneva a certi Barolo del passato e che da tempo non si sentiva più in annate calde e precoci.


Dai miei assaggi ho riscontrato tanti campioni con profumi già ben evoluti e molto invitanti di frutti rossi, spezie e liquirizia mentre al gusto molti vini presentano ancora profili in evoluzione con prevalenza della componente acido-tannica che li rende leggermente squilibrati.


Niente paura, sono proprio questi i Barolo che si evolvono meglio in bottiglia e danno alle volte risultati sorprendenti dopo 4-5 anni.


Questa è un’annata che sfida la fretta dei tempi moderni e ci ricorda che per i grandi vini bisogna saper aspettare. Dunque giudizio cautamente positivo e gran voglia di ritornare ad assaggiare questi vini negli anni prossimi. Se anche il 2018 andrà a finire così, ben venga un’annata fresca e un po’ umida, anche per farci dimenticare quell’insopportabile arsura dell’anno scorso.




Blog by Maurizio Rosso.